author: viareggina @ gennaio 28, 2007 19:09
category: testi, teatro
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"Io v'amo, son pazzo,
t'amo, soffoco, è troppo, non reggo più; siccome
dentro un sonaglio, sta nel mio cuore il tuo nome,
e poi che senza posa l'anima mia vacilla,
senza posa il sonaglio s'agita, e il nome squilla.
Tutto io di te ricordo, ho di te tutto amato:
io so che un giorno, il dodici maggio, l'anno passato,
tu mutasti la foggia dei capelli. E talmente
ho preso per mio sole la tua chioma lucente,
che, come quando al sole troppo si è fisso il ciglio,
si vede poi dovunque un gran disco vermiglio,
quand'io gli occhi distolgo dal sol di cui m'inondi,
dovunque m'abbacinano gli occhi barbagli biondi!"




