mercoledì, 28 marzo 2007
Giro tra le strade zigzagando tra biciclette e pedoni distratti, rientro a casa inciampando sullo zerbino arrotolato sulla soglia, e comincio il mio balletto. Avanti e indietro per la casa, cercando le parole, i loro suoni migliori, la mia espressione più consona, il mio profilo più accettabile. Accendo l'incenso nel cerchio della mia anima e ci salto dentro cercando di non bruciarmi. Aspetto trepidante un via che non arriva, sempre ferma sul pronti, attenti..... maledico lo starter distratto del tempo e prego un macellaio di nome Fato di gettarmi un pezzo di carne cruda. La frusta del mio addestratore mi rimette a sedere, ma i miei denti scoperti e affamati non riescono a star rinchiusi, con tutte quelle parole che ci bussano contro e vogliono uscire. Guai a chi aprirà la gabbia, troverà qualcosa di un'irruenza che non si potrà raccontare, e in quel momento aprirò la bocca e mi ciberò, finalmente.
Tratto dal mio libro "Senza Rete - Un cuore per il Teatro" Edizioni Cinquemarzo 2006
lunedì, 26 marzo 2007
Arriverò ad odiarti, ne sono consapevole e me ne compiaccio. Sei una ragazza davvero deliziosa, ma anche se io sono te, tu non sei me! Per questo ti propongo una tregua. Tu col tuo caratterino ribelle almeno quanto il mio, ma così svenevole da far spavento; io con un bel caratterino ribelle almeno quanto il tuo ma così schietta da far spavento. Andiamo a prenderci un caffé, stronzetta.
mercoledì, 21 marzo 2007
Il suono della tua voce mi arriva come una profezia, di vento, di caldo, di sabbia colorata. La tua fragranza legnosa invece prende l'autostrada della giugulare e si schianta contro il cuore, vittima innocente delle tue scorribande olfattive. Visto da qua sembri più piccolo, maestosamente e spaventosamente piccolo, quasi una cicatrice da chirurgo estetico. All'improvviso mi sento sfiorare, nel buio, sussulto e trattengo il fiato per un tempo interminabile e sufficiente al mio cervello per perdere quota e cadermi a filo di piombo nell'esofago. Vorrei affacciarmi e vedere se qualcuno mi ha vista, scoprendomi e maledicendo il mio finto candore da dama esperta e gridante. Resto qui nascosta, invece, a sghignazzare verso il mondo, controvento, contro me stessa, che me ne sto riposta qui, nascosta in te.
mercoledì, 14 marzo 2007
Sogno una notte di mezza estate, passata a leggere un racconto d'inverno, insieme alla mia amica bisbetica ma domata, che mi racconta la tempesta tra lei e quel mercante di Venezia che si credeva Giulio Cesare. Ed ascoltando le sue pene d'amor perdute, capire che è stato fatto molto rumore per nulla, e a piedi nudi nel parco incontrare una strana coppia che si fa promesse, promesse... di affittare un appartamento al Plaza, di coltivare un giardino di aranci fatto in casa... mi sembra che si chiamino Andy e Norman... un borghese gentiluomo e un burbero... tutti insieme appassionatamente. Ma questa commedia degli equivoci rimane un sogno, da raccontare a Natale, in casa Cupiello.
lunedì, 12 marzo 2007
Chi sono i matti? Dipende da che parte si chiude il cancello.
giovedì, 08 marzo 2007
Bella esperienza, non c'è che dire. Persone gentilissime pagate solo per stare a nostra disposizione con il sorriso sulle labbra, una sala trucco da invidia, truccatrici con pennello simili a Giotto, un'atmosfera accogliente e calorosa, ma ahimé, un ambiente nel senso tecnico della parola freddo e artificioso. Niente è come sembra in video, gli studi sono montati in capannoni enormi, e sembra di stare in una catena di montaggio. Tutto fila liscio, alla perfezione, troppa... Sarà che sono abituata all'emozione forte, al contatto a pelle col pubblico, al sentire l'umore della gente in sala, agli intoppi sempre pronti in scena, al combattimento tra la memoria e l'emotività, al calore di persone mai perfette, mai puntuali, mai pronte, sempre vere, sempre umane. Preferisco il Teatro. Lo preferisco con le sue disattenzioni, i suoi odori, le sue vibranti attese. Lo preferisco perché respira.
martedì, 06 marzo 2007
Mi fa strano pensare che il mio volto sarà trasmesso in milioni di case da Raiuno. Mi fa strano che non sarà un Palco ad accogliermi, stavolta, che non conoscerò gli odori, la prassi, le scaramanzie, del mondo della TV. E pensare che non mi piace la TV. Lo faccio per ferirLo, per tradirLo, come Lui fa con me, ogni qualvolta il sipario si chiude. Provare nuove esperienze per capire quanto sia rimpiazzabile o se è vero, come dicono, che sono pazza di Lui.
lunedì, 05 marzo 2007
Cerco di rastrellare le emozioni che mi son rimaste attaccate ai capelli, insieme alla lacca e a qualche ciuffo di parrucca. Brividi, e la giugulare che pulsa a tempo con i vostri applausi. Perché davvero me ne avete regalati tanti. Vorrei ringraziarvi ad uno ad uno, perché avete riempito il mio serbatoio oltre la metà, per consentirmi di andare avanti fino alla prossima volta. Sta per finire, lo sapevo che l'attesa sarebbe stata estenuante e il procedere fulmineo. Mi avete dato tanto, mi avete dato di più. O forse mi avete reso soltanto quello che ho cercato di farvi sentire, ovvero il mio cuore, il mio straziato Amore. Da domani aprirò il serbatoio e berrò a piccole gocce, per non arrivare al prossimo spettacolo in crisi di astinenza... Inutile mentire, non lo farò. Tra poco tornerà Mimosa, apparirà Dejanira, e poi... e poi non si può dire altro perché è un segreto... Sto già tremando, non riesco a vivere senza di Lui, e quando ieri sera, da sola, mi sono sdraiata sul legno, piangendo di gioia, Tu mi ha finalmente abbracciata. Che parlino, che critichino, che si lacerino d'invidia, coloro che non riescono ad averti. Tu mi appartieni, ed io appartengo a Te. Il resto... il resto è un contorno sciocco e colmo di batteri.