lunedì, 30 aprile 2007
author: viareggina @ aprile 30, 2007 12:36
category: teatro, libro, passione
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Attraverso gli sguardi dei passanti vedo mondi immaginati e mai sognati, corro da un marciapiede all'altro chiedendomi dov'è che andranno. Io so dove sto andando. Fuori da questa gente inebriata da un profumo amaro, fuori da queste mura ornate di foto senza cornice, lontana dal rumore silenzioso che fa fischiare le orecchie. Corro da lui. Ed ogni volta mi prende tra le braccia, perdonandomi gli errori, le dimenticanze, le parole dette male, il vuoto che riempio di caramelle e marmellate scadute. Questo è il magico momento che ho aspettato per tanto, tanto tempo, forse almeno tre vite. Apro le narici e lo annuso, ha un odore inconfondibile, è il suo, proprio quello della sua anima. Anche se a guardarlo così ne sembra privo. Non voglio far rumore, non desidero disturbare il suo mutismo dettato dall'emozione, mai dall'incapacità di parlare. E chiudo gli occhi. Mi lascio prendere per mano e portare dove vuole lui. Adesso è tutto mio, da qui non si sentono le auto strombazzare, e nemmeno gli uccellini piagnucolare al giorno. Ci siamo solo io e lui. Soli. tra poco la terra riprenderà a girare più forte, voci si accavellaranno a voci, facce intrecceranno baci, mani toccheranno tessuti scivolosi e freddi. Ma ora sono solo sua. Mi sdraio su di lui e cerco di sentire il battito del suo cuore, come un tam tam frettoloso e  pieno di fumo. Lo sento. Non riesco a stargli lontana, e la sua vicinanza mi toglie la ragione. Respiro. Ogni sua particella mi entra nei polmoni e li sento bruciare. Vorrei che non finisse mai, starmene qui per giorni, senza mangiare, senza dormire, senza bere, senza fumare né sorridere, soli, io e lui. Ancora per un attimo. Aspettate ad aprire le porte, non accendete i fari, l'intimità si perderebbe...! No, non voglio truccarmi, voglio respirare ancora il suo odore, che tra poco cambierà, diverrà polvere, lacca cipria. E vi prego, fate silenzio quando entrate, io e lui ci stiamo sussurrando parole che non escono dalle labbra, escono dai capelli, dalle palpebre socchiuse, dai pori della pelle. Rispettate il nostro momento, siamo soli, io e lui. Io e il palco.

Tratto dal mio libro "Senza rete  - Un cuore per il Teatro" 2006 Copyright  Edizioni Cinquemarzo

lunedì, 16 aprile 2007
author: viareggina @ aprile 16, 2007 11:23
category: teatro, metodo, formazione
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" La maggior parte degli attori è convinta che si lavori soltanto durante le prove e che a casa ci si possa riposare. Ma non è così. Le prove servono solo per spiegare quello che dovrete rielaborare a casa. Perciò io non credo a quegli attori che durante le prove, invece di prendere appunti per organizzare il loro piano di lavoro, chiacchierano, sostenendo di ricordarsi tutto a memoria. Già! Come se non sapessi quanto è impossibile ricordarsi trutto; primo, perché il regista parla di una quantità infinità di cose più o meno importanti, secondo, perché durante le prove nella maggior parte dei casi non si affrontano delle situazioni o dei fatti precisi, concreti ma si sfiorano delle sensazioni che vengono poi conservate nella memoria affettiva, e per coglierle fino in fondo e ricordarle, bisogna trovare la parola, l'espressione, l'esempio adatto o qualche altro segnale scritto che possa richiamare e fissare quella sensazione di cui si stava parlando. prima che questa sensazione venga fuori dall'anima, occorre pensarci molto a casa. E' un lavoro enorme che esige da parte dell'attore una grande concentrazione."

K. Stanislavskij

mercoledì, 04 aprile 2007
author: viareggina @ aprile 04, 2007 16:17
category: teatro, la locandiera
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Viva Bacco e viva Amore
L'uno e l'altro ci consola
Uno passa per la gola
L'altro va dagli occhi al cuore..
Bevo il vin, cogli occhi poi
faccio quel che fate voi!

Carlo Goldoni "La Locandiera"