lunedì, 29 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 29, 2007 14:23
category: teatro, passione, io
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La stagione non è la mia preferita, l'umidità che si estrae dall'aria potrebbe dissetare un continente e la mia imobilità per resisterle non aiuta il mio pensiero a fissare una linea precisa all'orizzonte. Mi stanco facilmente e, soprattutto, sono affaticata da me stessa. Difficilmente trovo una dimensione dove starmene tranquilla, paradossalmente il teatro mi complica il compito. La mia dimensione di teatro si è spostata ancora di più internamente, dunque ancora più difficile da raggiungere. Il mio palco è stato spostato sulla punta del cuore. Tutto quello che fino ad oggi è stato, tutto ciò che ho desisderato, imparato, conquistato, avuto, si è distrutto per autocombustione e mi sta in un palmo di mano. Guardo e non trovo niente, se non quello che si trova quando si stringe un pugno di cenere. Il quel teatro non mi riconosco più: nelle modalità di iscrizione, nella firma in calce, nell'autorizzazione al trattamento dei dati personali, nella responsabilità per conto terzi, nel salire sull'ex-palco e sentirmi vuota e sola. I miei occhi si sono spostati, sono posizionati alla terza vertebra cervicale, e tutto ciò che vedevo non lo vedo più. Le mie orecchie hanno lasciato il vuoto ai lati della testa, hanno preso posto sull'inguine. Tra poco, quando ne avrò la forza,  verificherò che il cuore si trovi ancora lì, altrimenti dovrò cercarne la punta e ricominciare daccapo. Io e lui ci bastiamo. Non ci serve niente, nient'altro. Non mi importa di repliche, locandine, costumi, copioni, ancor meno di pubblico, luci, camerini, applausi. Non ho bisogno di dimostrarlo. Io ce l'ho. Come ho una voce, senza per questo dover  vivere gridando.Come ho i denti, senza per questo dover vivere mordendo. Ho il mio Teatro, dentro. Quel che è fuori è contro di lui, contro di noi. E' un attentato continuo alla sua vita, al mio pudore nel difenderla, ad una forma di superbo egoismo che è nato dal suo germoglio. Ho assaggiato tutte le pozioni magiche per trasformarmi in tutto ciò che desideravo. Ho toccato bellissime emozioni con mano ferma e calda. Mi sono assicurata un bel posto di cui goderne dalla prima fila.  Mi sono accorta che lo stavo perdendo, se ne stava andando ed io non stavo facendo niente per impedirlo. Ho capito che lui non era dove lo vedevo, lo sentivo, o credevo. E' sempre rimasto lì, immobile e fertile, dentro di me. Ad aspettarmi. Ad aspettare che la smettessi di sfarfallare da una pedana di legno all'altra, da un copione all'altro, da uno pseudo teatro all'altro.
lo seguirò.
venerdì, 26 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 26, 2007 18:14
category: testi, teatro, metodo, passione, formazione
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"Innanzi tutto devi considerare l’attenzione globale, questa concentrazione in cui il corpo non partecipa più, la giusta ricettività. Ascoltare, teso, fino a essere vuoto di te stesso. Tensione estrema, a tal punto che ti preoccupi esclusivamente di ascoltare, di provare, piuttosto che di comprendere attraverso una percezione puramente intellettuale. Questo vuoto di sé, indispensabile per colmarsi del senso dell’opera, questo vuoto necessario a ogni operazione sensibile, è la cosa importante. Impararlo, insegnarlo a te stesso. Uscire dal tuo spirito, dai tuoi sensi, da tutto quello che potrebbe disturbare l’ascolto, la ricezione, e che la cosa ricevuta non ne venga a contatto all’inizio. Vaso che andremo a riempire, e nel quale potranno riversarsi, spargersi e diffondersi sentimenti e idee […], questo vuoto è un’attitudine, non è una realtà; è una forma e una disposizione dello spirito e della sensibilità. Non avere fretta di comprendere. Non capire troppo presto, ma piuttosto, liberati di te stesso. […] Tutti i momenti felici del teatro sono per me i momenti in cui, vuoto di me stesso, ascolto, sento, ricevo, subisco, in una specie di ignoranza corporale […].

Questo stato, questo vuoto, questa presenza, questa possessione di sé e questa capacità sensibile nuova e rinnovata, questo momento in cui ti senti sdoppiato tra una sensazione e un sentimento, straziato da una tensione in cui il corpo e l’anima si oppongono e si rivelano, ma nel quale la sensazione fisica è essenziale."

Louis Jouvet

venerdì, 26 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 26, 2007 11:20
category: teatro
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Criticando.it è un nuovo strumento semplice ed intuitivo messo a disposizione dalla nota organizzazione www.aspirantiattori.it nell'ambito di un progetto internazionale di libera contro-informazione. Intervenendo con un'importante schiera di studiosi, neolaureati e laureati nelle materie dello spettacolo, della comunicazione e del giornalismo, nelle diverse espressioni artistiche con particolare riferimento alle più innovative, promovendole, analizzandole e producendo critiche al di fuori di ogni schema commerciale e politico. Rientra nelle attività volontaristiche promosse e svolte dai membri della nota Associazione AspirantiAttori.it e nasce nelle università italiane mettendo in prima linea il talento delle menti più fresche e ingegnose del bagaglio artistico italiano. Allora, sai cosa leggi? Da oggi SI!
giovedì, 25 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 25, 2007 13:55
category: aforismi
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La sua traduzione letterale è: "Scusa non richiesta, accusa manifesta".

Il significato di questa locuzione è: se non hai niente di cui scusarti, non scusarti. Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti venir recepito come un atteggiamento sospetto, un indizio del fatto che si ha qualcosa da nascondere.

da wikipedia.org

Quanti ce ne sono, in giro, di questi atteggiamenti travestiti da post...


martedì, 23 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 23, 2007 14:20
category: teatro, passione, formazione, io
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"Il Teatro è sacrificio, il Teatro è dolore", queste sono le parole, identiche, sovrascritte, che gli insegnanti di Teatro o di Recitazione che dir si voglia che ho incontrato per la mia strada mi ripetevano all'infinito. Ed io? Non ci credevo, pensavo alle prove, lunghe estenuanti, per provare uno spettacolo e mi dicevo : magari... prove lunghe, estenuanti, per uno spettacolo.. Allora pensavo al momento di andare in scena, magari con la febbre, il mal di gola, l'otite, un braccio dolorante e fasciato e dicevo,: mi basta andare in scena. Il dolore e il sacrificio non era quello. Non ho mai provato dolore di fronte alle prove estenuanti e nemmeno il sacrificio, perché tutto veniva ripagato al primo passo in scena, anche con la febrre, mal di gola e tutto il resto. Il sacrificio e il dolore stanno nel quotidiano, nel combattere ad armi impari con chi vorrebbe uccidere la tua passione, con chi vorrebbe farti smettere di crederci, con chi non prova NIENTE per il Teatro e cerca di annientarti con la propria demagogia o la propria apatia. E continuo a citare la mia amica Samanta, che tra l'altro oggi compie gli anni (Auguri!!!!): un conto è cantare, un conto è esibirsi. Rivoltato: Un conto è recitare un conto è esibirsi. Troppe, troppe persone credono di avere la passione per il Teatro ma non amano recitare da soli o senza pubblico, oppure sentono sacrificio ad impararsi un copione, od una piccola parte, e se ne vanno svogliati alle prove, o altri ancora che non sanno neppure chi sia Stanislavskji, o Brecht o Boal, o chi diavolo che venga e se lo porti via.
La passione viene fuori quando si vive di teatro, lo si studia, tutto, anche quando non piace, per non perdersi nemmeno un istante di vita del proprio Amato, per amarlo anche nei difetti, per amarlo anche quando è seduto sul gabinetto e non è proprio bello e romantico. Questo è l'Amore, quello incondizionato, quello vero, quello totale. Il resto, scusatemi, ma è solo voglia di salire su un palco, voglia di protagonismo, voglia di apparire. Ed io  sono "nessuno", nel senso della popolarità intesa come nome altisonante... Ma io sono Giulietta, Desdemona, Viola, Dejanira, Colombina,  Nora, Candida, Madama Pace,  Nina o la Saracena... Vi pare "nessuno"???
sabato, 20 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 20, 2007 14:54
category: teatro, formazione, io
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immagine quelli che non
Questa è la foto di gruppo del Laboratorio Teatrale che ogni settimana si svolge con i ragazzi dell'Associazione "Quelli che non...".
Un'esperienza che arricchisce loro  e me, un dare avere fatto di continua complicità nonostante le differenze di età, di carattere, di gusti. Ancora una volta il Teatro diventa un grande tendone che accomuna tanti artisti, cantanti, poeti, scrittori, monologhisti, e non...
Ogni volta le emozioni si moltiplicano, il Teatro si stringe attorno a noi e ci fa stringere attorno a lui. E' bellissimo.
venerdì, 19 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 19, 2007 11:05
category: teatro, passione, io
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Non è stato facile toglere la pellicola protettiva... un'ondata di paura mi ha travolta lasciandomi straccata sulla riva delle mie sensazioni contrastanti e inappaganti... Sono rimasta per qualche mese lì, in balìa della risacca, a chiedermi se ero una nufraga appena approdata o una nuotatrice appena immersa. In questa terribile via di mezzo ho cercato dappertutto un segnale, ho chiesto indicazioni ai bivii, ho stretto alleanze con strane creature marine e terrestri, forse ho visto anche una sirena. Ma per quanto mi sforzassi non riuscivo ad immergermi e nemmeno ad uscirne. Poi è successa una cosa, una cosa normalissima e banale, stranamente semplice: ho lasciato decidere al mare. Che mi ha sputata fuori. Mi sono riempita la faccia e la bocca di sabbia, ho camminato a lungo, da sola, senza meta, aggrappandomi a tutte le oasi che trovavo. Poi mi sono sdraiata e ho dormito. Al risveglio non c'ero più. Mi sono svegliata e non c'ero più. Finalmente ho lasciato me stessa, zavorra pesante di testa e cuore che mi teneva legata ad un concetto pratico e per niente esaltante. Il mio cuore per il Teatro mi ha portata via da tutto, salvandomi.
mercoledì, 17 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 17, 2007 18:40
category: teatro, passione, io
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Solo di te vivrò. Cibandomi delle tue membra assenti e immaginarie,  respirandoti nei polmoni per buttarti aria contro, scansando freddamente il calar delle tenebre. Sto cercando di rimanere sola con te. E per farlo: butto giù il telefono in faccia, chiudo la finestra fino all'ultima stecca, chiudo con un elastico la mia agenda  e la butto in fondo all'armadio dove stanno le cose che cadono dalla gruccia, accartocciate. Ho bisogno di farlo, ho bisogno di rimanere sola con te. Non riesco a pensarti se il mondo mi bisbiglia frasi in cifre, se le auto strombazzano e il campanello suona, suona... Non riesco a chiuderti dentro, finché gli spiragli per uscire son così golosamente aperti.  Non provare  a gridare, la lampo della mia borsa è sicura, non ti lascerò sfuggire. Ormai le sto provando tutte, ho delineato una strategia indegna di me, tanto è macchinosa. Ma giuro, giuro su di me che resterò sola con te.
martedì, 16 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 16, 2007 11:23
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giovedì, 11 ottobre 2007
author: viareggina @ ottobre 11, 2007 16:55
category: teatro, libro, passione, io
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Ingoio pezzi di tempo, lancette intere ripiene di minuti, sperando di veder passare una nuovola, velocemente, senza piovere.

Invento mestieri e filastrocche, guadagnando spiccioli di felicità rateizzata, vicino alla bancarotta.

Ignoro carcasse di frasi che trovo sulla mia lingua, sudando pensieri veloci, senza riflettere.

Istigo la mia volontà al rapimento di un'ora all'ultimo orologio funzionante, chiedendo il riscatto al bisogno di dormire.

Inchiodo alla mia porta un cartello, scritto in corsivo.

Senza.

Immagino stanze  arredate di voile e fiori di pesco, combinando macedonie di pioggia e riso.

Incontro i miei occhi vaganti per le scale, smarriti, spalancati, senza.

Dal mio libro "Senza Rete - Un cuore per il Teatro"  Edizioni Cinquemarzo 2006 - Tutti i diritti riservati

Domenica 14  Ottobre ore 21,30 Torre Matilde Viareggio presentazione del libro