domenica, 30 dicembre 2007
Non faccio buoni propositi. Continuerò ad essere quella che sono, maledettamente difettosa e testarda. Bestemmierò la stupidità e l'ignoranza, ma ancor di più mi accanirò contro l'ipocrisia e l'opportunismo; griderò quando gli altri grideranno, non chinerò mai la testa, non mi arrenderò e non la darò vinta ai nemici. Non diventerò buona, perché non potrei mai farcela. Continuerò ad amare follemente e incodizionatamente il Teatro e con esso e per esso farò le cose peggiori, crederò fortemente soltanto in me stessa. Nessuno si aspetti cambiamenti, miglioramenti, addolcimenti, false parole della durata di un tappo di spumante che salta. Non dimenticherò una virgola del 2007, anche se archiviando sorriderò. Tantomeno perdonerò chi volutamente mi ha fatto del male.
Amerò spietatamente.
Sarò ancora io, schiettamente, fastidiosamente, meravigliosamente me stessa. Ed ogni tanto anche Mimosa, Yvonne...
venerdì, 21 dicembre 2007
Ieri ero alla festa di Natale dell'Associazione "Quelli che non..." dove da settebre tengo un corso di Teatro. Circondata dai miei "ragazzi" che sono per lo più bambini, avvolta nel loro abbraccio, salvata in extremis da un tuffo in un albero per mano di un'operatrice, abbracciata e coccolata dai volontari, fermata e ringraziata dai genitori, per un attimo mi sono guardata dal fuori. Non sono i miei occhi neri, non è il mio sorriso sempre pronto, non è neppure la mia preparazione attoriale... E' "questo", questo essere amata, apprezzata per quello che sono, questo telo di amore e di affetto che non mi lascia un istante, che provoca le invidie di chi magari altro non ha che la propria misera, terrificante, spietata solitudine.
giovedì, 13 dicembre 2007
Soltanto con le palpebre socchiuse, solo per lasciare intravedere la luce, inalo e mi nutro del tuo odore. Inebriata, affascinata, sotto l'effetto di una stregoneria fatta da me stessa, sciolgo i nodi dei miei capelli e li raccolgo per la prossima fattucchierìa. Mi serve un po' di polvere, di quella vera, di quella che si posa sui mobili... Un po' di pioggia, un pezzo di ghiaccio, una manciata di zucchero a velo, un effluvio del tuo fiato, quando sospiri e ti spegni, e poi un poco del tuo odore. Berrò questa pozione e drogata di te fino all'esaurimento scorte dei neuroni, mi toglierò la maschera e diventerò per te i volti che vuoi, le anime che comprerai, le voci che imiterai cantando. Agognato, doloroso, profumato palco...
domenica, 09 dicembre 2007
E' fantastico scoprire ogni volta che le mie emozioni trasformate in parole hanno lasciato un vuoto da riempire dentro di voi, o almeno credo... E' stupefacente vedere i vostri sguardi commossi dalla mia ultima interpretazione, che avete definito emozionante e sorprendente, o almeno credo... E' tremendamente eccitante constatare che le mie vibrazioni hanno raggiunto anche la centralina del vostro inconscio che stava seduta in ultima fila, o almeno credo... E' appagante bere quel suono di percussione alchimizzato da una parola detta piano, o almeno credo... Ma tutto dura lo spazio di un respiro, io credo solo in ciò che vedo, in ciò che tocco con mano. Credo in me, nella mia forza naturale di appoggiarmi alla mia anima e cantare, nel mio sguardo scrutatore attento, informale, sfacciato. Credo nella mia crescente sospresa di credere in quel che faccio, non per caso. E soprattutto credo di sbagliarmi. O almeno, credo...
Tratto dal mio libro "Senza Rete - Un cuore per il Teatro" - Edizioni Cinquemarzo
sabato, 08 dicembre 2007
Quanto manca? Ho preparato tutto? Dimentico qualcosa? Andrò bene pettinata così? Sì, sto preparandomi per un appuntamento... no questo colore non si addice affatto alla situazione... Noooo! Mi si è rotta una calza, devo correre a comprarne ancora sette od otto paia, non si sa mai... Ho detto sì, sto preparando me stessa, la mia anima, il mio corpo, la mia voce, il mio sguardo, il mio habitat per un appuntamento voluto, voluto con tutte le mie forze, quasi cercato, quasi sussurrando in un orecchio al destino le scelte che doveva compiere. Ahhhhhhh!!! Mannaggia, sto diventando isterica e pure un po' oca, come se fosse il primo appuntamento, come se non avessi mai provato niente di simile, come se... non fossi io.
Respiro. Sospiro. L'appuntamento è tra qualche mese, almeno, quello carnale, ma quello spirituale c'è già stato... L'incontro è già avvenuto ed io nuoto in una pozza di sudore freddo, tracannando aria a non finire.
NO, non ci credo, ho il rimmel completamente colato sulle guance... Ma ho pianto? Quando ho pianto? Perché? Cosa ho in tasca? Una stella marina.. da dove sbuca? Mi sto comportando come una diva capricciosa. Ma chi sono? Oh certo che sciocca.. chiedo perdono a tutti voi non mi sono nemmeno presentata... Ma adesso non posso, devo prepararmi, ho un appuntamento... No, non con un uomo... Nemmeno con una donna... Scusatemi... davvero, ma devo andare.
Lontana da te e tuttavia presente a mia insaputa.
lunedì, 03 dicembre 2007
Questa è una qualsiasi storia di una piccola attricetta e del suo Pigmalione.
Vagando da un teatro all'altro, da un testo sbagliato ad uno forzato, da una compagnia di parassiti ad una di mal-educati al teatro, passava la sua vita alla ricerca dell'araba fenice, del pozzo dei desideri, della pozione magica... O forse soltanto alla ricerca di un qualcosa che mai aveva perduto perché si trovava ancora dentro di sé.
"E quando ho letto, ed ho letto con gli occhi ciò che la sua penna aveva gentilmente messo, di seguito, il mio cuore si era rifutato di capire, poiché temeva che la scoccata sarebbe arrivata con la scrittura della parola "scherzo", della parola "forse", della parola "se". Ma gli occhi miei rilessero, e poi dieci e poi cento volte quella missiva che profumava di Mimosa .... E poi la sua voce mi sottolineò quel fatto, come se natural di vita fosse appartenere a me, al mio nome, alla voce e alle movenze mie."
Come si può non raccogliere un desiderio realizzato? Come si può mentire al proprio respiro il desiderio di piangere di gioia?
Il Segreto della Stella sarà mio, Yvonne George sarò io. Non chiedetemi quando e dove. Vi risponderei: adesso, qui.
La storia qualunque si sta trasformando in "My Fair Lady".
Grazie Riccardo.