category: teatro, yvonne george, storie darchivio
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Hai tanto sognato di me... Ed io dov'ero? Ero a vivere la mia vita di teatro e alcool, a lasciarmi sognare da te. Ho voluto che tu mi sognassi, non ho impedito alla mia anima di venirti a cercare, di venirti a vegliare e svegliare. Ho camminato come un'ombra nelle tue notti insonni, consapevole che i miei passi pur felpati ti avrebbero destato i sensi ed il cuore. Sono arrivata là, fin dove non avresti voluto, dove a nessuna hai permesso di arrivare, sapendo cosa avrei trovato ho continuato a passeggiare, silente e ad occhi chiusi, sui tuoi sogni. Quante volte hai creduto che non ti amassi, Robert? Quante volte hai soccorso la mia anima bruciata da un inferno di fumo e visioni ad alta gradazione? Quante volte hai difeso il mio nome, regalandomi una stella affinché ne contassi le punte e associassi ad ognuna i sensi che risvegliavo in te. Ed inconsapevolmente, in me. Non è vero che io non ti ho amato. Ti ho amato di quell'amore che non va sciupato, non va detto, non va neppure sussurrato. Ho permesso a te di non amarmi come avresti voluto, e lo permettevo a tutti gli altri, a tutte le altre. Nell'escluderti ti ho dato l'esclusiva sui miei occhi truccati di nero. A te niente di tutto. Agli altri il tutto di niente. Differenza sottile ed enorme.
No, Robert. Non è tardi per dirti che che crudelmente, brutalmente, esclusivamente io ti ho amato.
Yvonne





