lunedì, 26 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 26, 2008 18:00
category: teatro, libro, passione, io
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Una sensazione bellissima e al tempo stesso spaventosa... Il mio libro QUI... Ma sapete che sito è questo? Ma avete visto insieme a CHI sono? Per leggere la recensione per intero, basta cliccare sulla copertina del libro...  Sono senza parole, emozionata, confusa, su di giri...
venerdì, 23 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 23, 2008 23:54
category: io
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Dico che sono capricciosa, ribelle, poco incline alle tenerezze, giocosa, festaiola, timida, riservata, estroversa e solare, creativa, impetuosa, istintiva, anticonformista, libera, sanguigna, frivola, superficiale, profondamente in cerca. Dico che sono petulante, divertente, spesso buffa, autoironica, razionale, difficilmente in lacrime, spesso sorridente, testarda, riflessiva, fantasiosa, minimamente diffidente, buongustaia, notturna, misteriosa, deludente, spettrale, tiranna, irriverente, maleducata, sensibile.
Ma io non parlo mai di me.
giovedì, 22 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 22, 2008 18:26
category: io
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martedì, 20 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 20, 2008 09:11
category: teatro, passione, io
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Ho capito. Finalmente. Come si combatte un batterio a forma di palco? Se i sintomi sono simili alla febbre altissima, se perdi il sonno, la fame, la sete, la voglia di vedere gli amici, di fare la spesa, perché pensi sempre costantemente ripetutamente febbrilmente ossessionatamente dannatamente a Lui... Perché accendi una sigaretta e ti capita tra le mani, ancora, il copione, e lo rileggi, e non lo sai, e non lo vuoi imparare perché sei arrabbiata, perché sei gelosa, perché sei lontana. La perdita della lucidità mi ha portato a questo. Ho girato per il mondo con i fianchi scoperti e l'anima nuda, indifesa, vulnerabile, sorridente. Sono stata al suo cospetto implorandolo. L'ho cercato quando si faceva negare, mi sono fatta trovare quando era Lui a cercarmi. Ma che vita era, questa? Ma cosa mi lasciava ogni sera questa maledetta passione? La voglia di strappare il copione, ancora, ancora e ancora.
Lucida e felice, imparo finalmente quelle belle parole a memoria certa che Lo combatterò ad armi pari.

Grazie Riccardo.
lunedì, 12 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 12, 2008 22:01
category: teatro, passione, io
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Basterebbe entrare in una foto, come quella che ho messo qualche ora fa... In un posto deserto, piovoso, buio, nuovo, lontano. Racchiudermi tra quelle sedie di ferro, con la penna in mano ed i fogli fradici che non reggono nemmeno l'inchiostro. Basterebbe così... solo girare gli occhi e trovarti lì, per  mano alla mia parte resistente, a quella testarda parte di me che non ci rinuncia a quel batticuore, a quella sofferenza dannata, a quel rumore che sa di velluto, alle corse, ai rallentamenti obbligati, allo stomaco liquido ed in fiamme. Basterebbe davvero, trovarvi lì, me e Te, seduti a quel tavolo di ferro come le sedie, a contare la pioggia che non smetterà, le ore che non passeranno. Azzerando tutto, e rispondendo alla domanda: quanti anni hai? Nessuno.
Ma questo posto non esiste. Ed io non resisto.
lunedì, 12 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 12, 2008 18:39
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sabato, 10 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 10, 2008 20:01
category: testi, io
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la scenografia dei tuoi appartamenti
buia sacrestia della teatralità
la diplomazia lavabiancheria dei miei chiarimenti
solita amnesia della tranquillità
la didascalia dei tuoi atteggiamenti
sacra liturgia della formalità
l'autobiografia enciclopedia dei miei mutamenti tormenti
meteorologia della scontrosità e della codardia
e ci baciamo là
sopra il boccascena dell'ultima cena di chi tradirà
e un'altra volta in più "già"
ci si uccide la passione
dentro un'auto nel burrone la spingiamo giù ma
siamo sempre qua storie in bianco e nero
dove abbiamo solo un ruolo fisso da comparsa
nelle file di un bolero e tutto il resto è farsa
noi venimmo qua facce da straniero
dentro questa scena oscena per non farne a meno
altro giro di bolero ed un altro sorso di veleno
la radiografia dei miei giuramenti
vaga profezia della meschinità
la coreografia scelta simmetria dei tuoi turbamenti
nuda rapsodia della sinuosità
la tappezzeria dei miei pentimenti
fiacca parodia della maturità
la cineseria micro chirurgia dei tuoi sentimenti lamenti
pura maestria della fragilità e della tirannia
e se il mio cuore sta fermo alla frontiera
tu ti mostri fiera della vanità
perché‚ ci sono anch'io là tra i tuoi ninnoli d'avorio
a suonare il repertorio di un eterno addio ma
siamo sempre qua chiusi in un mistero
che l'amor sia tutto
è tutto ciò che noi sappiamo dell'amore che è un bolero
in cui ci muoviamo
noi saremo qua tra il falso e il vero
il bene e il male
quando voleremo
digitando uno e zero
in una realtà virtuale
o contando il tempo di un bolero

venerdì, 09 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 09, 2008 22:54
category: teatro, io
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Oggi, dopo anni di lotta e convinzioni, tormenti e appagamenti, ma sempre con la voglia di andare avanti, per la prima volta mi è venuto in mente di mollare. Di dire addio al mio Amore. Di dirgli che non posso continuare ad aspettarlo, a cercarlo, ad averlo per manciate di momenti, e poi di nuovo a soffrire, a volerlo e non c'è, a cercarlo e si nega, a chiedere e non avere risposte. Ho pensato, seriamente, e con determinazione di lasciare il Teatro. Con stanchezza, sofferenza, privazione, mutilazione del cuore, annientamento dei desideri, soffocamento dell'anima, tortura della realtà.
Si, l'ho pensato. E non era mai successo.
Che vorrà dire?
venerdì, 09 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 09, 2008 14:57
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"Io vi odio. Odio i sogni che dormite,  odio ciò che toccano le vostre mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi, odio l'oscenità del vostro buon cuore, odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori schifosamente giusti, odio tutto quello che mi avete insegnato, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato, odio tutti gli istanti in cui avete avuto ragione, odio i ritratti che pendono sui vostri letti, odio il ricordo di quando ho fatto l'amore con voi, odio i vostri segreti da niente, odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano,
 odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani, odio quel che vi commuove, odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio il vostro profumo, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato, e odio il tempo che è passato su di voi. Ogni minuto di quel tempo è stata una bestemmia. Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l'angoscia che vi consumerà sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io."

Alessandro Baricco

giovedì, 08 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 08, 2008 12:53
category: teatro, passione, io
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Luce. Occhi aperti. Sipario aperto. Ma dove siete? Vi ho solo sognati? Non sento le vostre voci, neanche un brusìo, niente. La platea è vuota. Mi sono lasciata andare soltanto un attimo tra le braccia di Morfeo, mi sono lasciata trascinare negli inferi paradisiaci di un sonno minuscolo ma necessario e adesso, apro gli occhi, torno e voi ... non ci siete più. Mi avete ingannata. Avete aspettato che mi rilassassi (ecco, lo sapevo che non dovevo farvi vedere il mio senso di pace...) per andarvene, appena fatto buio, appena chiuso il sipario... E adesso a luci accese non ci siete più. Per fortuna ho aperto gli occhi. Per fortuna era solo un incubo.