author: viareggina @ maggio 03, 2008 09:10
category: testi, teatro, shakespeare, passione
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Commenti


- Tortura e non grazia. Il cielo è qui
dove vive Giulietta. Ogni gatto, ogni cane,
ogni piccolo topo, quello che c'è di più vile,
può vivere qui in cielo, e guardare Giulietta;
solo Romeo non può. C'è più rispetto,
più cortesia, più dignità per le mosche
che girano intorno a una carogna, che per Romeo.
Le mosche possono toccare la bianca meraviglia
della mano di Giulietta, e rubare
una felicità sovrumana alle sue labbra,
che, nella loro modestia, diventano ancora più rosse
considerando peccato quei baci; ma Romeo
non può! Egli è al bando. Questo possono fare
le mosche, e io no, perché devo fuggire.
Esse sono libere, e io al bando. E tu mi dici
ancora che esilio non è morte?
Non avevi, per uccidermi, un veleno, un coltello
dalla punta affilata, un mezzo qualsiasi di morte,
più immediato di questo miserabile "bandito"?
"Bandito"? O padre, i dannati nell'inferno dicono questa parola a cui fa eco un lungo lamento.
Tu che sei un servo di Dio, un confessore di anime,
uno che libera dai peccati, tu che dici di essere
mio amico, come hai il cuore di annientarmi
con la parola "bandito"? -




