mercoledì, 07 maggio 2008
author: viareggina @ maggio 07, 2008 14:24
category: teatro, passione, io
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Commenti
#1   07 Maggio 2008 - 16:31
 
Ciao Reby...la pioggia è finita?

Dalle mie parti direi di si.
Ci sono momenti molto duri che
le tue parole riescono bene a descrivere... inutile dirti che ti capisco e che so che resisterai perchè sento il tuo amore sincero e vivo per quest'arte...
A volte è necessario staccare,
magari potrebbe essere d'aiuto...non so...forse sono banale...

Ti abbraccio
Vera
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#2   09 Maggio 2008 - 00:15
 
@Vera, carissima. Lo so che tu capisci. Ma la pioggia non è finita no. E lo stacco non può esserci, o forse ci sarà a mia insaputa e con mia sofferenza. Non posso staccarmi da chi vive in me. E il Teatro vive in me, con me.
Forse si, forse resisterò a questa ondata di nostalgia o forse mi approprierò indebitamente del primo palco che troverò sulla mia strada. Tutto questo la chiamano "vita". Ma lo è?
Un abbraccio a te
Rebecca
utente anonimo

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palcoscenico I miei occhi si chiudono, piano, lentamente, cullati dal rumore del sipario che si chiude con loro. Fruscio voluttuoso, fruscio immaginato, ma così vivo, da svegliarmi di nuovo. Spalanco gli occhi e il sipario è spalancato con loro. Decido io per tutti: chiusi! Assaporo il momento in cui la mia mente si lascia intorpidire, accarezzare, scivolare via, in un'anestesia di stanchezza profonda, di spossatezza mentale. Mi lascio andare, e succede sempre più raramente... Sprofondo in uno stato di semincoscienza, incosciente del fatto che con il sipario chiuso si può soffrire, cosciente del fatto che ancora una volta il tuo pensiero mi aiuta a dimenticare. A ricordare. Ad afferrare. A lasciar correre. A dormire. A svegliarmi.  Lasciarmi andare. Sprofondare. No. Non voglio. Si... ho sonno. Sipario chiuso, occhi chiusi, buio.