martedì, 24 giugno 2008
author: viareggina @ giugno 24, 2008 15:43
category: eleonora, mimosa, io , yvonne george, storie darchivio
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Mimosa è ribelle, sensuale, anticonformista... Ama la primavera, il caldo, la vita. Passeggia nella notte alla ricerca del suo amore poeta, non si lascia intimorire dalle chiacchiere della gente...
Yvonne è misteriosa, enigmatica, intrigante. Ha lo sguardo leggermente velato di tristezza, perché appartiene solo a se stessa. E sa vivere profondamente un Amore senza dargli un nome, senza cucirlo nella quotidianità, dandogli solo il niente di tutto...
Eleonora guarda il tempo trascorso e lo vorrebbe trattenere per il lembo della giacca... vorrebbe tenere a sé i momenti in cui le braccia piegandosi non mostravano carne morbida e solcata. Si vede ancora come era a vent'anni, e crede che anche gli altri riescano a percepire questo nei suoi occhi...
E poi ci sono io, che le racchiudo tutte e tre.
E siamo qui per te.
lunedì, 21 aprile 2008
author: viareggina @ aprile 21, 2008 09:08
category: teatro, io , yvonne george, storie darchivio
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... per risollevare il morale, di un lunedì mattina, piovoso per giunta.
guardate qui... Grazie Riccardo!
domenica, 30 marzo 2008
author: viareggina @ marzo 30, 2008 14:22
category: teatro, yvonne george, storie darchivio
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robert


Hai tanto sognato di me... Ed io dov'ero? Ero a vivere la mia vita di teatro e alcool, a lasciarmi sognare da te. Ho voluto che tu mi sognassi, non ho impedito alla mia anima di venirti  a cercare, di venirti a vegliare e svegliare. Ho camminato come un'ombra nelle tue notti insonni, consapevole che i miei passi pur felpati ti avrebbero destato i sensi ed il cuore. Sono arrivata là, fin dove non avresti voluto, dove a nessuna hai permesso di arrivare, sapendo cosa avrei trovato ho continuato a passeggiare, silente e ad occhi chiusi, sui tuoi sogni. Quante volte hai creduto che non ti amassi, Robert? Quante volte hai soccorso la mia anima bruciata da un inferno di fumo e visioni ad alta gradazione? Quante volte hai difeso il mio nome, regalandomi una stella affinché ne contassi le punte e associassi ad ognuna i sensi che risvegliavo in te. Ed inconsapevolmente, in me. Non è vero che io non ti ho amato. Ti ho amato di quell'amore che non va sciupato, non va detto, non va neppure sussurrato. Ho permesso a te di non amarmi come avresti voluto, e lo permettevo a tutti gli altri, a tutte le altre. Nell'escluderti ti ho dato l'esclusiva sui miei occhi truccati di nero. A te niente di tutto. Agli altri il tutto di niente. Differenza sottile ed enorme.
No, Robert. Non è tardi per dirti che che crudelmente, brutalmente, esclusivamente io ti ho amato.

Yvonne
giovedì, 07 febbraio 2008
author: viareggina @ febbraio 07, 2008 15:09
category: teatro, passione, io , yvonne george
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Il cielo sopra di me, intorno e dentro di me è limpido e si vedono le stelle anche col sole. Non ho paura. Sto sorvolando il vulcano dei miei sensi rattrappiti, dimentichi di te e di queste sensazioni così note eppure così sconosciute. Il vulcano non è spento... no. Presto o troppo tardi si sveglierà e divorerà tutto, partirà una lunghissima lingua infuocata che si nutrirà di copioni e sogni. Incenerirà perfino il ghiaccio, oltreggiando la regia. Ma qualcosa si ferma, tutto tace, un' avaria alla valvola mitrale mi costringe a planare col vento contrario. Trovo un'isola a forma di stella... di stella marina. L'aria sa di sale. Dalla grande vetrage contornata di celeste ascolto l'infrangersi del mare. C'è tempo per dormire. Scendo e raccolgo stelle limpide, che si vedono anche col sole.

lunedì, 04 febbraio 2008
author: viareggina @ febbraio 04, 2008 21:01
category: testi, teatro, passione, io , yvonne george
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Hai tanto sognato di me che perdo la mia realtà.
E' ancora tempo di raggiungere il mio corpo vivente e di baciare sulla mia bocca la nascita della voce che ti è cara? Hai tanto sognato di me che le tue braccia, abituate stringendo la mia ombra a incrociarsi sul petto, probabilmente non si allaccerebbero al contorno del mio corpo.
E che, di fronte alla sembianza reale di ciò che ti ossessiona e ti governa da giorni e anni, certo diverresti un'ombra.
O bilance sentimentali.
Hai tanto sognato di me che certo non è più tempo di svegliarti. Dormi in piedi, il corpo esposto a tutte le sembianze dela vita e dell'amore e a me, la sola che conti oggi per te, potresti toccare la fronte e le labbra meno facilmente che le labbra e la fronte della prima venuta.
Hai tanto sognato di me, tanto camminato, parlato, dormito con il mio fantasma che probabilmente, e malgrado ciò, non ti resta che essere fantasma tra i fantasmi e cento volte più ombra dell'ombra che allegramente passeggia e passeggerà sul quadrante solare della mia vita.


Da "Il segreto della Stella" di Riccardo Mazzoni
venerdì, 18 gennaio 2008
author: viareggina @ gennaio 18, 2008 22:34
category: teatro, passione, io , yvonne george, storie darchivio
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Certo che me lo aspettavo. Ormai conosco me stessa, conosco gli sguardi, le parole, le movenze, i fatti. Forse temevo questo momento, questa esplicita rivelazione di una realtà miope, contorta, emozionale. Non forse. Nel contempo ho provato a scardinare quella porta, dapprima con piccoli spintoni e dunque a spallate, con una violenza ed un impeto da far tremare il cielo. All'improvviso, quando esausta mi ero gettata sulla mia stanchezza poltrona, la porta si è aperta. E' uscito un lampo, un vortice di sangue  e fiato caldo, seguito da una lama di ghiaccio, tagliente proprio sulla ferita apena appena cicatrizzata. Non ho opposto resistenza. Ma l'ho fatto. La mia giugulare mandava impulsi stroboscopici, le mie labbra secche cercavano la saliva per inumidirsi, un pensiero fisso, un ricciolo che mi è sceso sul viso.  Ho resistito. Ma adesso non conosco più il mio vero nome, perché quella lettera a croce, con le braccia rivolte verso l'alto, era già cucita come iniziale sul mio fazzoletto, ancor prima che ne riconoscessi il senso.
Mischio la mia vita a quella di Yvonne e viene fuori l'essenza vera del Teatro.
martedì, 01 gennaio 2008
author: viareggina @ gennaio 01, 2008 21:17
category: teatro, passione, io , yvonne george
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Il primo giorno dell'anno, le parole più ricorrenti sono "vorrei", "speriamo", "cercherò", "prometto". Come nel mio stile, non sono le mie. C'è chi vorrebbe che l'anno 2008 fosse migliore del 2007... Poi c'è chi spera che le cose cambino, magari senza il minimo sforzo perché ciò accada... E chi cercherà di portare verso di sé lumi di luna impossibili da raggiungere... Infine c'è chi promette cose che sa già a priori che non potrà mai mantenere.
Oggi nella cassetta della posta (ve lo giuro, è vero!) ho trovato la prima parte del copione "Il segreto della stella". L'anno nuovo mi ha portato questo.

"Lontana da te nell’istante in cui cantano gli alambicchi, nell’istante in cui il mare silenzioso e mugghiante si ripiega sui bianchi guanciali.Lontana da te, non potevo sapere. Il tuo amore non aveva che un solo nome, una sola sembianza. Io, sembianza e nome del tuo amore. Forse avrei potuto amarti, Robert, ma non ti amavo."